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FAQ sulla tubercolosi

  1. Wie lange können angestochene Tuberkulin-Ampullen verwendet werden?
  2. Come viene diagnosticata la tubercolosi?
  3. Cosa si può dire oggi giorno in generale sulla tubercolosi?
  4. Besteht Tuberkulin aus lebenden oder toten Organismen?
  5. Devono essere effettuati dei controlli sistematici di riconoscimento?
  6. Dove posso trovare un consulto competente sulla tubercolosi?
  7. Com’è la situazione della tubercolosi in Svizzera?
  8. Com’è la situazione della tubercolosi nel mondo?
  9. Come viene trasmessa la tubercolosi?
  10. Come viene curata oggi giorno la tubercolosi?
  11. Deve bambini essere vaccinato contro la tubercolosi?
  12. Chi rischia di essere colpito dalla tubercolosi?
  13. Che cos'è la tubercolosi?
  14. Che cos'è un'infezione tubercolare latente?
  15. Quando si può parlare di tubercolosi?
  16. Quali sono i sintomi tipici di una tubercolosi?
  17. Quando si può parlare di una tubercolosi polmonare contagiosa?
  18. Per quanto tempo è contagiosa una persona affetta da tubercolosi polmonare contagiosa?
  19. Sono stato vaccinato. Potrei essere contagiato comunque?
  20. Sono stato a contatto con una persona affetta da tubercolosi polmonare, cosa posso fare adesso?
  21. Sono stato a contatto con una persona affetta da una tubercolosi extra polmonare, che cosa posso fare adesso?
  22. In che modo può essere accertato un contagio?
  23. Perché il test cutaneo alla tubercolina e/o l’esame del sangue, nelle persone di età superiore ai dodici anni viene effettuato solo otto settimane dall’ultimo contatto con una persona malata di tubercolosi polmonare contagiosa?
  24. Il risultato dell’esame del sangue è positivo. Che significa e che cosa succede adesso?
  25. Sono stato contagiato, sono dunque un pericolo per altre persone?
  26. Sono stato contagiato, quanto è alto il rischio che io possa ammalarmi di tubercolosi?
  27. Posso sottopormi a trattamento in caso di un mio contagio?
  28. Chi paga che cosa?
  29. Oltre ai Centri cantonali per la tubercolosi, esiste un centro d’assistenza svizzero per le domande sulla tubercolosi?
  30. Come si svolge un’indagine ambientale?

 

Sapeva che ...

 

1. Wie lange können angestochene Tuberkulin-Ampullen verwendet werden?

Bitte lesen Sie dazu unten stehende Information.

 

Tuberkulin PPD RT 23 SSI d

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2. Come viene diagnosticata la tubercolosi?

La diagnosi viene in genere sospettata sulla base della radiografia toracica nella quale si notano le immagini di un’infiammazione e di perdita di sostanza («caverne»). Le immagini, tuttavia, non sono una prova sicura della tubercolosi, perché altre malattie – come il cancro polmonare - possono provocare delle immagini simili. La diagnosi definitiva può essere fatta solamente tramite l’analisi al microscopio dell’espettorato che mostra la presenza di batteri. L’espettorato messo in coltura su un mezzo appropriato mostra dopo diverse settimane la crescita di batteri tipici. In alcuni casi recenti o poco estesi, l’analisi al microscopio dell’espettorato non mostra dei germi e solo la coltura apporterà la prova della malattia.


La tubercolosi può colpire anche altri organi, in particolare le ghiandole linfatiche, le ossa, le articolazioni, l’intestino, le meningi e il sistema nervoso. I sintomi della malattia dipendono dall’organo colpito. La diagnosi può essere molto più difficile se non può essere effettuata un’analisi al microscopio.

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3. Cosa si può dire oggi giorno in generale sulla tubercolosi?

In Svizzera la tubercolosi è diventata una malattia rara: ogni anno ne sono colpite meno di 10 persone su 100'000 abitanti, e praticamente nessuno ne muore più. Un secolo fa, da noi come anche nella maggior parte dei paesi occidentali, 4 persone su mille morivano ogni anno di tubercolosi, per la maggior parte si trattava di giovani adulti. Il miglioramento delle condizioni di vita e di igiene e l’introduzione di un trattamento efficace hanno cambiato fondamentalmente la situazione.

 

Le tubercolosi continua, però, a rimanere un problema. Nel mondo la tubercolosi resta una delle malattie infettive più frequenti e più gravi, perché vengono individuati quasi 8 milioni di nuovi casi all’anno e la malattia provoca quasi tre milioni di decessi. In Svizzera tocca proporzionalmente più spesso le persone anziane o quelle colpite da malattie croniche, gli immigrati, le persone che vivono al margine della società e coloro che le curano.

 

L’Ufficio federale della sanità pubblica, la Lega polmonare Svizzera, i medici cantonali e il corpo medico collaborano per individuare e trattare i casi di tubercolosi.

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4. Besteht Tuberkulin aus lebenden oder toten Organismen?

Tuberkulin wird in einem komplexen chemischen Verfahren aus Kapseln von getöteten Mykobakterien (durch Erhitzung) gewonnen. Das Tuberkulin beseteht also aus toten Organismen.

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5. Devono essere effettuati dei controlli sistematici di riconoscimento?

Considerata la rarità della tubercolosi in Svizzera, non c’è nessuna ragione di effettuare un’individuazione sistematica nella popolazione, per esempio sotto forma di radiofotografie o di test alla tubercolina di routine per i bambini o le persone in buona salute.

 

Attualmente si effettuano le analisi di individuazione solamente su persone che sono state in contatto con un malato colpito da tubercolosi (famiglia, amici, colleghi di lavoro, personale sanitario). Si procede ad un esame sistematico degli immigrati arrivati recentemente in Svizzera che provengono da paesi nei quali la tubercolosi è ancora una malattia diffusa, cioè i richiedenti l’asilo e i lavoratori stranieri che provengono da Africa, Asia e Europa orientale.

Queste persone vengono sottoposte ad un esame radiologico quando arrivano in Svizzera, seguito da un esame medico se dalla radiografia risulta un’immagine sospetta o se presentano dei sintomi della malattia. Il trattamento può essere iniziato rapidamente, in modo da evitare tutti i rischi di trasmissioni di germi al personale e alla popolazione locale.

 

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6. Dove posso trovare un consulto competente sulla tubercolosi?

I malati polmonari e le insufficienze respiratorie continuano ad aumentare nei paesi industrializzati. E’ raro che appaiano da sole: una malattia polmonare è accompagnata spesso da problemi sociali e psichici e rimette a volte in causa la vita professionale e la vita privata dei pazienti. Insieme ai medici la Lega polmonare Svizzera aiuta le persone che soffrono di una malattia polmonare, di insufficienza respiratoria e di tubercolosi. Il suo lavoro si articola in particolare sui punti seguenti:

  • insegnare ai pazienti a meglio convivere quotidianamente con la malattia
  • assicurarsi che rispettino e applichino in modo corretto il trattamento
  • assicurarsi che si occupino di se stessi in modo responsabile e
  • incitare le persone sane a prendersi cura dei loro polmoni e delle loro vie respiratorie durante tutta la vita

 In 150 centri circa della Lega polmonare le persone colpite e i membri della loro famiglia ricevono un aiuto e un sostegno specifici in funzione delle loro necessità particolari. La Lega polmonare propone:

  • apparacchiature di assistenza respiratori per la terapia a domicilio
  • consigli e informazioni
  • consulenza sociale
  • corsi e programmi d’accompagnamento
  • incontri tra pazienti e vacanze accompagnate per i malati polmonari
  • terapie respiratorie per i malati e le persone in buona salute
  • misure di promozione della salute e di prevenzione

Il lavoro dei collaboratori e delle collaboratrici che hanno seguito una formazione specifica della Lega polmonare è possibile solamente grazie al sostegno generoso dei donatori. Con un dono aiutate i malati polmonari in Svizzera e sostenete la ricerca per l’individuazione precoce delle malattie polmonari e per lo sviluppo di nuove terapie. Un grazie cordiale!

 

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7. Com’è la situazione della tubercolosi in Svizzera?

In Svizzera, dove la tubercolosi è rara e in regolare diminuzione e dove i medici e gli ospedali dispongono di tutti i medicinali necessari al trattamento, la malattia è sotto controllo. L’Ufficio della sanità pubblica si è fissato come obiettivo di perseguire la diminuzione dell’incidenza della malattia e la prevenzione delle ricadute e dei casi resistenti. I medici cantonali responsabili dell’applicazione delle misure di prevenzione, i medici specialisti e le Leghe cantonali si sforzano quindi di mantenere il controllo della malattia assicurando ai tubercolotici un trattamento adeguato e portato a termine se necessario somministrando i medicinali sotto il controllo di terzi (trattamento sotto supervisione diretta) e cercando le persone contagiate nella loro cerchia (inchiesta sull’entourage).

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8. Com’è la situazione della tubercolosi nel mondo?

Globalmente la tubercolosi continua a imperversare in numerosi paesi. Colpisce ogni anno 8 milioni circa di persone, delle quali 3 milioni moriranno. Le organizzazioni internazionali attive nella lotta antitubercolosi (Organizzazione mondiale della sanità, Unione internazionale contro la tubercolosi) hanno definito i principi per un trattamento efficace, utilizzabile anche nei paesi dalle risorse economiche deboli, ma dove la crescita demografica, l’aumento della frequenza dell’AIDS, i disordini sociali e politici, la mancanza di sostegno da parte delle autorità sanitarie e il disinteresse del pubblico sono degli ostacoli all’applicazione rigorosa di questi programmi. Si assiste dunque ad una situazione paradossale in cui una malattia facilmente curabile, la cui causa e il cui trattamento sono ben noti, continua a colpire un numero crescente di persone.


Uno dei grandi problemi è inoltre il fatto che un numero importante di malati che vive in alcuni paesi è colpito da forme di tubercolosi causate da un germe resistente ai medicinali antitubercolari e che da diversi anni nessun medicinale efficace è stato introdotto sul mercato. L’espansione di queste forme di tubercolosi detta resistente potrebbe portare ad un ritorno alla situazione che esisteva prima dell'invenzione dei medicinali antitubercolari.

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9. Come viene trasmessa la tubercolosi?

La tubercolosi è una malattia infettiva, dovuta ad un batterio a crescita lenta (Mycobacterium tuberculosis). Il batterio si sviluppa in generale nei polmoni di un malato il quale, tossendo, espelle nell’aria delle goccioline microscopiche di saliva e di secrezioni contenenti dei germi che possono rimanere in sospensione nell’aria per diversi minuti.

 

Se queste goccioline riescono a pervenire nelle vie respiratorie di una persona sana, i batteri che vi sono contenuti possono svilupparsi lentamente e provocare una malattia presso il nuovo ospite. Il 10 % circa delle persone che hanno respirato dei batteri svilupperà un giorno la tubercolosi, spesso molti anni dopo l’infezione. Le altre non si ammaleranno, ma manterranno il ricordo del contatto sotto forma di una reazione positiva al contatto con un estratto del batterio (test alla tubercolina).

 

Lo sviluppo dei batteri nei polmoni provoca delle reazioni simili a quelle di una polmonite: tosse persistente, espettorato colorato, a volte con tracce di sangue, febbre, fatica, dolori quando si respira. La malattia evolve in genere lentamente, per diverse settimane o diversi mesi. La maggior parte dei malati perde peso.

10. Come viene curata oggi giorno la tubercolosi?

La tubercolosi è trattata mediante antibiotici speciali che agiscono esclusivamente sul germe responsabile della malattia. Nonostante i progressi della medicina, il trattamento rimane lungo: era di due anni almeno verso il 1950, 18 mesi nel 1970, un anno nel 1980. Attualmente dura ancora 6 mesi. Gli antibiotici devono essere presi regolarmente, una volta al giorno o tre volte alla settimana. Il malato deve essere controllato periodicamente da un medico esperto nel trattamento della tubercolosi, per verificare i progressi della guarigione e la sopportabilità dei i medicinali. Per evitare che i batteri diventino resistenti ai medicamenti questi devono essere somministrati in forma combinata (tre o quattro medicamenti all’inizio del trattamento, due in seguito) e a dose sufficiente. Le interruzioni di trattamenti, gli errori di dose, il confondere i medicinali possono portare allo sviluppo molto temuto di batteri resistenti agli antibiotici.

 

I malati, il cui espettorato contiene dei batteri, quindi contagiosi, vengono in genere isolati in ospedale all’inizio del trattamento, sino a quando l’espettorato non contiene più germi. I malati colpiti da una forma meno grave di tubercolosi e il cui espettorato non contiene dei batteri, o coloro che sono colpiti da una tubercolosi di un altro organo, vengono ricoverati in ospedale solo se il loro stato lo esige (per esempio se soffrono anche di un’altra malattia o di una forma grave di tubercolosi). Quando lo stato del malato è sufficientemente migliorato e il numero di bacilli è diminuito, la fase finale del trattamento viene effettua-ta generalmente ambulatoriamente. Dopo qualche settimana di trattamento, la maggior parte dei malati può riprendere l’attività professionale senza pericolo per le altre persone.

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11. Deve bambini essere vaccinato contro la tubercolosi?

La vaccinazione al BCG (bacillo Calmette-Guérin), introdotta negli anni 30 e molto utilizzata nei paesi nei quali la tubercolosi colpisce ancora spesso i bambini, diminuisce il rischio di morte per tubercolosi dei bambini contagiati.

La sua efficacia per l’adulto è dubbia ed è diventata inutile nei paesi nei quali i bambini corrono solamente un rischio minimo di essere contagiati casualmente nella vita di tutti i giorni.

 

Attualmente, il generale regresso di questa malattia in Svizzera ha permesso di rinunciare alla vaccinazione dei bambini di genitori svizzeri, a meno che non esistano particolari condizioni di rischio nella famiglia o in quei casi in cui si prevedano futuri soggiorni in paesi dove i casi di tubercolosi sono ancora frequenti.

 

La vaccinazione al BCG non viene quindi più raccomandata in Svizzera, come neppure nella maggioranza dei paesi occidentali, fatta eccezione di neonati e bambini i cui genitori provengono da paesi ( Africa, Asia, Sudamerica, Europa orientale) in cui la tubercolosi è ancora frequente, il rischio d’infezione resta elevato e che forse potrebbero far ritorno in questi paesi. La vaccinazione viene praticata gratuitamente in ospedale.

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12. Chi rischia di essere colpito dalla tubercolosi?

Solamente le persone che sono state in stretto contatto con un malato colpito da tubercolosi possono sviluppare a loro volta la malattia. La situazione più frequente è quella dei bambini i cui genitori o nonni hanno sofferto di tubercolosi e che ne sono stati contagiati. Un malato può contagiare anche il suo congiunto, i suoi amici, i suoi colleghi di lavoro o il personale medico.
Per essere contagiati, si stima che si debba rimanere almeno una o due ore nelle vicinanze di un malato nello stesso locale senza ventilazione. L’infezione all’aria aperta o in occasione di contatti rapidi o distanti è eccezionale. Un malato che segue un trattamento appropriato a base di antibiotici e che non tossisce più non può praticamente più contagiare chi gli sta vicino. Per questo motivo un malato autorizzato ad uscire dall’ospedale non rappresenta più nessun pericolo per il suo entourage, a condizione che il trattamento venga seguito sino alla guarigione completa della malattia.


Tra le persone contagiate solamente una minoranza (circa il 10%) svilupperà più tardi una tubercolosi. Il rischio è maggiore se le persone contagiate hanno delle difese immunitarie deficienti (per esempio infezione HIV, trattamento di lunga durata al cortisone, chemioterapia anticancerogena, diabete, abuso d’alcool).

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13. Che cos’è la tubercolosi?

La tubercolosi è una malattia infettiva provocata dal bacillo della tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis). La forma più frequente in cui si manifesta la malattia è la tubercolosi polmonare (ca. il 70%). Altre forme, come la tubercolosi linfonodale od ossea, non sono contagiose.

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14. Che cos’è un’infezione tubercolare latente?

Un’infezione tubercolare latente significa che una persona in un certo momento della sua vita è venuta a contatto con i bacili della tubercolosi, contagiandosi (si è infettata). A questo stadio la persona non è né malata né contagiosa. La maggior parte delle persone infettate (ca. il 90%) non si ammalano mai di tubercolosi.

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15. Quando si può parlare di tubercolosi?

Si parla di malattia tubercolare nel momento in cui i bacilli si moltiplicano nei polmoni. E questo potrebbe accadere anche mesi o anni dopo aver contratto l’infezione. Per via ematica i bacilli possono diffondersi nel corpo (p.es.: linfonodi, sistema nervoso centrale, ossa). Queste forme di tubercolosi non sono contagiose. La tubercolosi è pericolosa, soprattutto per i bambini piccoli e per le persone con un sistema immunitario debole. La tubercolosi oggi si può curare facilmente, se trattata in modo corretto.

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16. Quali sono i sintomi tipici di una tubercolosi?

Spesso la malattia si manifesta inizialmente con poche complicazioni, quali ad esempio tosse (talvolta con tracce di sangue), stanchezza, febbri leggere, sudorazione notturna. In uno stadio piu avvanzato, si manifestanno diminuzione di peso, mancanza di appetito dolori al petto.

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17. Quando si può parlare di una tubercolosi polmonare contagiosa?

Si parla di tubercolosi polmonare contagiosa quando la malattia nei polmoni è così progredita che la persona colpita tossendo (o starnutendo) diffonde i bacilli. Solo in questo stadio della malattia, la persona colpita può trasmettere la tubercolosi e contagiare la comunità.

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18. Per quanto tempo è contagiosa una persona affetta da tubercolosi polmonare contagiosa?

Una persona affetta da tubercolosi polmonare contagiosa viene isolata, in ospedale o a casa, vale a dire che viene schermata dal suo ambiente. Resta isolata fintantoché non sarà più contagiosa. In genere si tratta di un periodo di due - tre settimane. Dopo questo tempo la persona non è più contagiosa. È però necessario che prosegua la terapia sotto controllo del medico per almeno sei mesi o più, fino alla sua completa guarigione.

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19. Sono stato vaccinato. Potrei essere contagiato comunque?

Sì. Le vaccinazioni che si facevano regolarmente un tempo contro la tubercolosi (BCG) assicurano solo una protezione molto limitata.

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20. Sono stato a contatto con una persona affetta da tubercolosi polmonare, cosa posso fare adesso?

Il Centro di competenza tubercolosi della Lega polmonare cantonale del suo Cantone, le offre un servizio gratuito di consulenza e di informazione su tutte le domande inerenti alla tubercolosi. Chi è stato strettamente a contatto con una persona affetta da tubercolosi polmonare può fissare un appuntamento con il Centro per la tubercolosi (gli indirizzi sono nell’allegato), per informarsi e sottoporsi al test che accerta un eventuale contagio.

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21. Sono stato a contatto con una persona affetta da una tubercolosi extra polmonare, che cosa posso fare adesso?

Non deve assolutamente fare niente, in quanto non corre alcun pericolo di contagio. Tali forme di tubercolosi non sono contagiose, poiché da parte della persona colpita non sussiste alcuna trasmissione del bacillo per via aerea.

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22. In che modo può essere accertato un contagio?

Un contagio può essere dimostrato dalla positività del test cutaneo alla tubercolina o con un esame del sangue (denominato anche test del gamma interferone). È possibile richiedere informazioni sul procedimento del test e sull’interpretazione dei risultati degli esami presso il Centro per la tubercolosi della Lega polmonare cantonale nel suo Cantone.

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23. Perché il test cutaneo alla tubercolina e/o l’esame del sangue, nelle persone di età superiore ai dodici anni viene effettuato solo otto settimane dall’ultimo contatto con una persona malata di tubercolosi polmonare contagiosa?

I bacilli della tubercolosi si riproducono molto lentamente e l’evoluzione di una reazione immunitaria dura diverse settimane. La rivelazione di contagio può essere quindi accertata solo dopo otto settimane. Nei bambini al di sotto dei dodici anni, tuttavia, il rischio di sviluppare forme di tubercolosi è più alto. Inoltre, la malattia in questa età si sviluppa più velocemente. Per questa ragione, nei bambini viene effettuato preventivamente un primo test subito dopo l’ultimo contatto e – a seconda del risultato del test – esso viene ripetuto dopo otto settimane.

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24. Il risultato dell’esame del sangue è positivo. Che significa e che cosa succede adesso?

Un risultato positivo significa che si è verificato un contatto con i bacilli della tubercolosi. Il centro per la tubercolosi informerà lei e il suo medico di fiducia su tale risultato, invitandola a fissare un appuntamento per ulteriori accertamenti (radiografie ecc.) al fine di escludere o confermare una malattia tubercolare.

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25. Sono stato contagiato, sono dunque un pericolo per altre persone?

No! Un contagio non significa che si è malati di tubercolosi, né che si è contagiosi. Pertanto, in caso di esame del sangue positivo, le persone frequentate non corrono alcun pericolo.

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26. Sono stato contagiato, quanto è alto il rischio che io possa ammalarmi di tubercolosi?

Il bacillo viene tenuto sotto controllo dal sistema immunitario. Esso si trova in uno stato „inattivo“. Il 90% delle persone che hanno contratto un’infezione tubercolare non sviluppa la malattia. Solo il 10% la sviluppa. La metà di queste svilupperà la tubercolosi entro due anni, l’altra metà in seguito. Il rischio di sviluppare la malattia tubercolare risulta più elevato in presenza di una difesa immunitaria insufficiente (p.es. in presenza di infezione HIV, in caso trattamenti cortisonici prolungati, di chemioterapia con assunzione di farmaci immunosoppressori, diabete, abuso di alcool e tabacco).

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27. Posso sottopormi a trattamento in caso di un mio contagio?

In presenza di contagio accertato si ricorre al trattamento antibiotico, la cui durata varia dai quattro ai nove mesi, a seconda dell’antibiotico usato. Questo trattamento si raccomanda perché riduce notevolmente il rischio che, in seguito, si sviluppi la malattia. La decisione di sottoporsi a un tale trattamento sarà presa di comune accordo dalla persona interessata con il suo medico curante.

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28. Chi paga che cosa?

L’assunzione dei costi riguardo alla cura della tubercolosi è regolata diversamente da Cantone a Cantone. Il Centro tubercolosi della sua Lega polmonare cantonale rilascia tutte le informazioni circa le condizioni valevoli nel suo Cantone.

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29. Oltre ai Centri cantonali per la tubercolosi, esiste un centro d’assistenza svizzero per le domande sulla tubercolosi?

Sì, il Centro di competenza tubercolosi della Lega polmonare svizzera, il quale, su mandato dell’Ufficio federale della sanità pubblica, si assume ogni incarico a carattere nazionale. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.tbinfo.ch.

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30. Come si svolge un’indagine ambientale?

Quando viene diagnosticato un caso di tubercolosi, il medico curante e il laboratorio notificano il caso al medico cantonale. Questi, a sua volta, sulla base degli esiti degli esami, valuterà se sarà il caso di eseguire un’indagine ambientale. È ciò che avviene in presenza di una tubercolosi polmonare contagiosa. Di fronte a un caso del genere il Centro tubercolosi della Lega cantonale preposto viene incaricato di eseguire un’indagine ambientale. Si prende contatto con la persona colpita, insieme alla quale viene stilato un elenco di persone che potrebbero presentare un rischio di contagio. In genere si tratta di membri della famiglia, conviventi, colleghi di lavoro e amici. Successivamente, queste persone vengono informate e sarà testata l’eventuale presenza di contagio.

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Sapeva che …

…la tubercolosi è una malattia infettiva che deve essere dichiarata all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP)?

 

…in Svizzera, il numero dei nuovi casi di tubercolosi negli ultimi anni oscillava tra 500 e 550 l’anno?

 

…la tubercolosi in Svizzera è facilmente curabile a condizione che vengano assunti i medicamenti secondo le indicazioni della Lega polmonare svizzera e dell’UFSP?

 

…ogni anno in tutto il mondo (soprattutto nei paesi in via di sviluppo) circa 1,8 milioni di persone muoiono di tubercolosi?

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TB-Hotline

I medici riceveranno risposte a domande concernenti il trattamento della tubercolosi da esperti in lingua italiana, francese o tedesca telefonando al numero 0800 388 388.

 

L’hotline-TB è in servizio durante i giorni feriali da lunedì a venerdì, dalle ore 08.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00.